Settembre 2006

La scatola senza sorprese

28 Settembre 2006 28 Settembre 2006
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La televisione inizia dove finisce lo scambio tra le persone. Si guarda e si ascolta le televisione per non vedere e per non parlare con gli altri e tantomeno ascoltarli. In televisione gli altri sono in maniera esagerata sempre più stupidi di noi, o sempre più saccenti di noi (mai però davvero intelligenti). Non è vero come dicono i critici, che il pubblico si identifica con la televisione. Il pubblico vuole sentirsi sempre un gradino migliore o totalmente sopraffatto dalla visione/ascolto della televisione. La spazzatura alle 21,00 è funzionale a far sentire superiore lo spettatore: superiore alle belle ma stupide, agli spacchettatori (almeno nei pacchi ci fossero sorprese! ma solo numeri, sic). Nessun direttore di rete vorrebbe mettere a soggezione il pubblico con programmi di alta cultura. Nessuno e per un motivo molto semplice: i loro lauti stipendi sono garantiti dalla pubblicità. Più ascolti acritici ci sono, più gente guarda il prodotto pubblicizzato che probabilmente comprerà, più i direttori guadagneranno. La nicchia culturale del belpaese (bello ma non intelligente) deve accontentarsi degli ascolti fuori orario, o meglio di spegnere questa “scatola senza sorprese”. E parlare, ascoltare veri esseri umani (anche solo se stessi, al buio, in silenzio).
Riferimenti: la scatola senza sorprese