Maggio 2008

La ragazza di Niscemi (archiviata)

18 Maggio 2008 18 Maggio 2008
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Non si deve paragonare, come purtroppo ha fatto recentemente l'attuale Presidente della Camera G. Fini, un ragazzo ucciso a Verona da un branco di neonazisti a dei manifestanti antisionisti che bruciano le bandiere di Israele. No, non sta bene fare paragoni. Ma perchè la morte assurda del ragazzo a Verona è più gettonata, studiata, analizzata e filmata dai media (stampa compresa), dalle associazioni, dalle istituzioni ecc? La notizia dell'uccisione della ragazza di Niscemi non fa politica nè polemica, non provoca analisi sociologiche nè cortei di protesta e lascia il suo corpo lacerato e affogato alle programmazioni tv "sangue e spazzatura". Perchè in questo caso non si è aperta la discussione sulla condizione di vita delle e degli adolescenti al sud? Di come i ragazzi e le ragazze nell'infernale meridione, e lo abbiamo visto per i fratelli di Gravina, pascolino abbandonati dai genitori e dalla scuola in luoghi degradati e tetri. Perchè non ci si è soffermati a riflettere sul fatto che il modo di dare le notizie dei media, ha fatto diventare "normale" uccidere le donne, sia da parte di singoli individui, sempre di sesso maschile, sia da parte di gruppi di maschi, anche adolescenti. Poi se la donna è del sud, allora buonanotte, un paio di giorni di tv dell'orrore ed è archivio. Orrore senza riflessione uguale: percezione dell'insicurezza e conseguente Stato di Polizia.

è successo quindi può succedere ancora

16 Maggio 2008 16 Maggio 2008
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Nel 1986, un anno prima di togliersi la vita, Primo Levi avvertiva: «Il sistema dei campi di concentramento nazista rimane un unicum per quantità e per performance. Da nessuna parte, in nessuna epoca, abbiamo assistito a un fenomeno così imprevedibile e complesso. Mai tante vite sono state distrutte in un periodo così breve e con una tale combinazione diabolica d’ingegno tecnologico, fanatismo e crudeltà. È successo, quindi può succedere ancora. Questa è l’essenza di ciò che io volevo dire».

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