Categoria 'Argomenti vari'

quando Napolitano rispose alla mia lettera…

8 Luglio 2008 8 Luglio 2008
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Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica

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Cina boicottami ora

6 Dicembre 2007 6 Dicembre 2007
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http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=71180

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tabu dell’auto

13 Febbraio 2007 13 Febbraio 2007
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Il tabu dell’automobile sarà duro da sradicare. Non solo per la resistenza delle multinazionali del petrolio, dei soliti sfruttatori di risorse e di debolezze umane. Sarà duro da sradicare perchè l’uomo pensa in massa. Fa quello che fa la massa. La massa è il potere (elias canetti). Mi capita spesso di riunirmi con altre persone e parlare di ambiente, inquinamento, guerre ecc. Alle riunioni tutti arrivano comodamente e con naturalezza con le proprie macchine. Quando si decide il luogo delle riunioni, il criterio ricade sempre sulla possibilità di parcheggio dell’auto e non della possibilità di arrivarci in autobus. Io che vado in bicicletta vengo guardato con compassione, pietà. Tutti si preoccupano di offrirmi un passaggio in auto. Chi pensa che ci sono alternative all’uso dei mezzi inquinanti, oggi in Italia, è out. Ovvero FUORI dalle regole di massa. La vera rivoluzione ci sarà, non quando la massa prenderà consapevolezza (difficile che ciò accada spontaneamente se non ci sono interessi di alcuni gruppi politici e economici), ma quando il Business si accorgerà della grande possibilità di sfuttamento economico delle alternative. Quando le multinazionali costruiranno macchine non a petrolio, bici supersoniche e pagheranno a peso d’oro pubblicità su questi loro prodotti, allora sì le masse si "riconvertiranno" al salutismo, e con gioia.
Riferimenti: mobilità e tabu

La scatola senza sorprese

28 Settembre 2006 28 Settembre 2006
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La televisione inizia dove finisce lo scambio tra le persone. Si guarda e si ascolta le televisione per non vedere e per non parlare con gli altri e tantomeno ascoltarli. In televisione gli altri sono in maniera esagerata sempre più stupidi di noi, o sempre più saccenti di noi (mai però davvero intelligenti). Non è vero come dicono i critici, che il pubblico si identifica con la televisione. Il pubblico vuole sentirsi sempre un gradino migliore o totalmente sopraffatto dalla visione/ascolto della televisione. La spazzatura alle 21,00 è funzionale a far sentire superiore lo spettatore: superiore alle belle ma stupide, agli spacchettatori (almeno nei pacchi ci fossero sorprese! ma solo numeri, sic). Nessun direttore di rete vorrebbe mettere a soggezione il pubblico con programmi di alta cultura. Nessuno e per un motivo molto semplice: i loro lauti stipendi sono garantiti dalla pubblicità. Più ascolti acritici ci sono, più gente guarda il prodotto pubblicizzato che probabilmente comprerà, più i direttori guadagneranno. La nicchia culturale del belpaese (bello ma non intelligente) deve accontentarsi degli ascolti fuori orario, o meglio di spegnere questa “scatola senza sorprese”. E parlare, ascoltare veri esseri umani (anche solo se stessi, al buio, in silenzio).
Riferimenti: la scatola senza sorprese

precario e museruola

15 Luglio 2006 15 Luglio 2006
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La situazione per i disoccupati e per i precari è grave (siamo tornati indietro di un paio di secoli in quanto a diritti dei lavoratori), e solo in pochi, nel privato delle loro sofferenze, pensano che bisognerebbe fare qualcosa. Ma siamo ammutoliti dai giochi di potere tra partiti di governo, opposizione e sindacati. Il sindacato prima minaccia poi si ritira, i partiti prima promettono la cancellazione della legge 30 poi la reiterano. Il singolo precario è solo, solo, solo.

Un battito d’ali potrebbe provocare un uragano? L’importante è crederci, ma di solito i movimenti nascono perchè ci sono forti volontà o interessi da parte di gruppi già organizzati.

Chi ha interessi a far crescere un movimento di precari?

I precari hanno ormai superato gli occupati e un movimento siffatto potrebbe creare spavento. Meglio tenerli con la museruola.

…e di poeti non ne nascono molti

14 Maggio 2005 14 Maggio 2005
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Ebbene si, in questo piccolo e incredibile paese, per fortuna ci sono i comici: Fo, Grillo, Rossi, Luttazzi, Hendel… non quelli asserviti che ciucciano alla mammella avvelenata di mammamediaset o mammarai, ma quelli cacciati dall’eden. Ecco questi comici che preferiscono dire la verità (nell’epoca dell’inganno universale, dire la verità è rivoluzionario- Orwell), nient’altro che la verità. Per questo saranno osannati, distrutti, dimenticati, anche quando trionferà il sol dell’avvenire, poichè la massa dimentica dei torti subiti, dimentica dei loro padroni cattivi, delle loro catene. Questo mi fa paura: la perdita della memoria. Questi comici straordinari, hanno la stessa funzione che aveva Pasolini: ricordare alla massa smemorata le loro radici, le loro dignità squisitamente umane. Questi comici sono dei poeti. E di poeti non ne nascono molti.

RACCONTI DI VITA… a Taranto

16 Aprile 2005 16 Aprile 2005
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Per/corsi di formazione alle pratiche del teatro, della musica e del cinema

Finalmente un progetto rivolto ai giovani, e non solo, a quanti coltivano già interesse per i linguaggi espressivi, ma anche a coloro che desiderano accostarsi per conoscere un ambito artistico in particolare. Un progetto per conoscere altre persone con cui condividere interessi e curiosità, enzimi di crescita di bisogni e desideri giovani della nostra provincia.

Modulo cinematografico
Dal soggetto allo schermo
Pietro Annicchiarico

Il laboratorio avrà l?obiettivo di creare, insieme agli allievi, una sorta di video documentario di cui gli stessi allievi saranno autori, produttori e attori. Saranno quindi affrontati: il soggetto e la sceneggiatura, pratiche di ripresa audio e video con videocamere digitali, riprese di esterni e di interni, pratica di editing digitale e uso di un software di montaggio, montaggio.
Durata: 30 ore complessive

Modulo Teatrale
Teatro d?attore
Gaetano Colella e Gianfranco Berardi

Il laboratorio intende avviare un percorso di formazione all?arte dell?attore, partendo dalla costruzione di un personaggio e concentrando l?attenzione sulle debolezze e le mancanze che inevitabilmente ogni carattere possiede, siano esse di carattere psichico o fisico, ma anche sentimentale, spirituale e morale.
Durata: 20 ore complessive

Modulo teatrale
Danza contemporanea
Elisa Barrucchieri

Obiettivo è potenziare il ?linguaggio danzante? ed espressivo dei partecipanti integrando ricerca coreografica e creativa con esercizi tecnici, utilizzo della gravità e del pavimento, improvvisazione, contact e sviluppi coreografici di gruppo. La ricerca includerà l?utilizzo di voce, testi e oggetti in modo da scoprire l?importante relazione tra movimento e azione fisica, emozione fisica e danza.
Durata: 18 ore complessive

Modulo Teatrale
La creazione scenica
Pietro Minniti

?Di trecce, di ranocchi e di spine?, laboratorio sul lavoro dell?attore, vuole muovere dall?analisi dell?immaginario fiabesco, concentrandosi sulla valenza simbolica di figure quali il ?principe? e la ?principessa, sulle implicazioni cui sottendono e sulla possibilità di una loro rappresentazione a mezzo del linguaggio teatrale. Un approfondito percorso di ricerca sull?espressività del corpo/macchina attoriale tenterà di dare concretezza a suggestioni ad un tempo intimissime ed universali.
Durata: 24 ore complessive

Modulo cinematografico 9 ?18 marzo
Il progetto trailer
Massimo Causo e Davide di Giorgio

Il progetto Trailer intende essere un percorso che, partendo da questa particolare forma cinematografica, si confronti con gli strumenti del comunicare audiovisivo, analizzando il testo filmico di partenza per comprendere le peculiarità cui fa riferimento il trailer e individuarne le specifiche strategie comunicative.
Durata: 18 ore complessive

Modulo MusicaleIl teatro musicale dell?attore
Giovanni Tamborrino

Il laboratorio sarà incentrato sul concetto di tempo, con l?obiettivo di illustrare il rapporto relazionale esistente fra le arti e la vita e fra il teatro e la musica. Saranno affrontati nell?ordine: Le proprietà del tempo (tempo ? durata ? ritmo), le proprietà del timbro (Esercizi di respirazione e di impostazione della voce), la recitazione timbrica (percorsi relazionali tra la vocalità e la liuteria oggettistica)
Durata: 40 ore complessive

Modulo Musicale
Musica elettronica
Alberto Dati

Finalità del percorso è offrire ai partecipanti una visione d?insieme della musica elettronica, analizzata nel suo percorso storico al giorno d?oggi. Si cercherà di offrire un orientamento sia per quanto riguarda la conoscenza e l?utilizzo dell?hardware (computers, campionatori, sinth, ecc), sia per ciò che concerne il software (editor, sequencer, virtual instruments, ecc).
Durata: 15 ore complessive

LA COMUNICAZIONE
a cura di Giovanni Guarino
Obiettivo specifico è quello di promuovere una riflessione pedagogica sul rapporto, sulla relazione o rete di relazioni che ingloba gli attori (nel senso di coloro che agiscono), le intenzioni, i canali e i codici della comunicazione. L’illustrazione teorica sarà integrata da attività e giochi psicopedagogici. Durata: 18 ore complessive

Al fine di incentivare l?approfondimento e la separazione dei diversi ambiti, i laboratori sono organizzati in tre diversi moduli (teatro, musica, cinema).
L?iscrizione é obbligatoria ad almeno uno dei tre moduli previsti, con la possibilità di integrare il percorso formativo con singoli laboratori previsti nei restanti moduli.
Il costo di ogni laboratorio è di 10 ?.
La quota di iscrizione permetterà di usufruire di:

· Una riduzione dei biglietti d?ingresso agli spettacoli teatrali programmati in diversi teatri del territorio provinciale e regionale.
· La possibilità di essere selezionati nel gruppo di dieci giovani che nel periodo luglio/agosto 2005 parteciperà ad un laboratorio teatrale nella città di Bad Sachsa, in Germania, all?interno del progetto comunitario Gioventù per l?Europa.
· Rilascio di certificazioni di frequenza utili ai fini del credito formativo presso scuole e Modalità di iscrizione: università.

Gli interessati devono compilare una domanda scritta disponibile sul sito www.teatrocrest.it
e presso gli uffici del Teatro Crest e riconsegnarlo presso gli stessi entro e non oltre il 19 febbraio.

La consegna potrà avvenire anche tramite e-mail ai seguenti indirizzi:
info@teatrocrest.it
cirasantoro@teatrocrest.it

Per informazioni:
Teatro C.R.E.S.T. Uffici presso Masseria Vaccarella – Quartiere Paolo VI, Taranto, tel 099 4725780, 099 4725811

Riferimenti: per info sui laboratori

sito web sul territorio contemporaneo

24 Gennaio 2005 24 Gennaio 2005
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L’Assessorato alla Cultura del Comune di San Lazzaro
l’Ufficio Relazioni col Pubblico
la Biblioteca Comunale
l’Associazione Culturale Grafio
sono lieti di invitarVi
alla presentazione del
sito web sul territorio contemporaneo
del
laboratorio di scrittura GRAFIO
Biblioteca Comunale, Sala Multimediale

mercoledì 26 GENNAIO ore 18

San Lazzaro di Savena (Bologna), via Orlandi 9

interverranno

Marco Pondrelli (Assessore alla Cultura)
Cristiano Casagni (Responsabile Settore Comunicazione – URP)
Silvano Pirazzoli (Direttore della Biblioteca)
Gianni Cascone e Marco Neri (Grafio)

il sito, ospitato dalla home page del Comune di San Lazzaro,
si offre come

il sito desidera diventare uno spazio di presentazione
del lavoro pluriennale sul paesaggio a San Lazzaro e altrove
e di discussione
sulle questioni culturali e ambientali
che riguardano la descrizione del paesaggio italiano contemporaneo

info
grafio@fastwebnet.it – 348 4742356

GRAFIO
L’Associazione Culturale Grafio è stata fondata a Prato nel 1989 da G. Cascone, B. El Khoury, D. Mantellassi e P. Rosati. Dopo avere operato in ambito teatrale l’Associazione progressivamente sviluppa il suo interesse per la scrittura attraverso un lungo lavoro sulla drammaturgia e nel ’91 fonda il suo primo Laboratorio di Scrittura. La denominazione riflette l’impostazione dell’iniziativa: al modello didattico anglosassone Grafio preferisce quella di una officina di confronto culturale aperto, in cui le persone che praticano la scrittura discutono i temi affrontati e analizzano i testi da loro prodotti.
Dopo un biennio dedicato prima ai temi dell’interiorità e a quelli dei rapporti interpersonali, Grafio ha inaugurato nel ’93 un laboratorio sul tema della città che ha trovato il sostegno di istituzioni pubbliche e private (Comune, Provincia e Gruppo Giovani Imprenditori di Prato) e ha prodotto due volumi editi da Giunti – Grafio, La città: rappresentazioni e scritture (1995) e La città: proiezioni e scritture (1997) – in cui sono raccolti i saggi e un’antologia dei testi prodotti dai partecipanti. A questo è seguito un lavoro di analisi sulla descrizione contemporanea nella cultura occidentale (De-scrittura 1, DeriveApprodi 1999).
Il lavoro sul paesaggio urbano ha portato Grafio a collaborare con l’urbanista Bernardo Secchi allo studio della rappresentazione delle città di Brescia e Pesaro, a condurre seminari alla Facoltà di Architettura a Venezia, allo studio del territorio di Calenzano da cui è nato L’orizzonte dello sguardo. Una guida scritta per Calenzano (Morgana Edizioni 1999) e a quello di San Lazzaro di Savena (Lungo la strada scritta, Fernandel 2004).
Il Laboratorio di Scrittura di Grafio, che ha suscitato l’interesse dei media nazionali (giornali e RadioRAI), è oggi riconosciuto nel settore come una delle esperienze più interessanti a livello nazionale – si vedano al proposito la rivista L’INDICE (settembre ’97 e gennaio ’98) e il numero 1 dei Quaderni di PANTA Bompiani.
Attualmente Grafio sta realizzando il Progetto Forme del narrare sulla rappresentazione del mondo nelle altre culture, con i contributi di Christine Wolter, Assia Djebar, Slavenka Drakulic, Carmine Abate, Lulu Wang, Muin Madih Masri, Genevieve Makaping, Kader Abdolah, Moses Isegawa, Dubravaka Ugresic, Hoda Barakat, Evgenij Solonovic, Romano Madera e Marc Augé.

Se il cosmo è contro l’uso della forza

13 Dicembre 2004 13 Dicembre 2004
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Sebbene le opere della razza umana possano sparire senza lasciare traccia per l’azione del tempo o delle bombe atomiche, il sole non modifica il suo corso e le stelle continuano la loro invariabile veglia. La legge cosmica non può essere fermata nè modificata, e l’uomo farebbe assai bene a porsi in armonia con essa. Se il cosmo è contro l’uso della forza, se il sole non fa guerra ai pianeti, ma si ritira a tempo debito per lasciare alle stelle il loro piccolo dominio, a che serve il nostro pugno armato? Potrà mai venirne fuori una qualsiasi pace? Non la crudeltà, ma la buona volontà sostiene l’universo; un’umanità in pace conoscerà gli infiniti frutti della vittoria, più dolci di quelli cresciuti su un terreno insanguinato.

da Autobiografia di uno Yoghi
pag 276

Yogananda

lingua e dialetto

27 Giugno 2004 27 Giugno 2004
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Lingua e dialetto

Un populu
mittitilu a catina
spughiatilu
attuppatici a vucca
è ancora libiru.

Livatici u travagghiu
u passaportu
a tavula unnu mancia
u lettu unnu dormi,
è ancora riccu.

Un populo
diventa poviru e servu
quannu ci arrubbano a lingua
addutata di patri:
è persu pi sempri.

Diventa poviru e servu
quannu i paroli non figghianu paroli
e si mancianu tra d?iddi.
Mi n?addugnu ora,
mentri accordu la chitarra du dialetto
ca perdi na corda lu jornu.

Mentre arripezzu
a tila camuluta
ca tissiru i nostri avi
cu lana di pecuri siciliani.

E sugnu poviru:
haiu i dinari
e non li pozzu spènniri;
i giuielli
e non li pozzu rigalari;
u cantu
nta gaggia
cu l?ali tagghiati.

Un poviru
c?addatta nte minni strippi
da matri putativa
chi u chiama figghiu
pi nciuria.

Nuatri l?avevamu a matri,
nni l?arrubbaru;
aveva i minni a funtana di latti
e ci vippiru tutti,
ora ci sputanu.

Nni ristò a vuci d?idda,
a cadenza,
a nota vascia
du sonu e du lamentu:
chissi no nni ponnu rubari.

Non nni ponnu rubari,
ma ristamu poveri
e orfani u stissu.

Ignazio Buttitta

Lingua e dialetto

Un popolo mettetelo in catene
spogliatelo
tappategli la bocca
è ancora libero.

Levategli il lavoro
il passaporto
la tavola dove mangia
il letto dove dorme,
è ancora ricco.

Un popolo
diventa povero e servo
quando gli rubano la lingua
ricevuta dai padri:
è perso per sempre.

Diventa povero e servo
quando le parole non figliano parole
e si mangiano tra di loro.
Me ne accorgo ora,
mentre accordo la chitarra del dialetto
che perde una corda al giorno.

Mentre rappezzo
la tela tarmata
che tesserono i nostri avi
con la lana di pecore siciliane.

E sono povero:
ho i danari
e non li posso spendere;
i gioielli
e non li posso regalare;
il canto
nella gabbia
con le ali tagliate

Un povero
che allatta dalle mammelle aride
della madre putativa,
che lo chiama figlio
per scherno.

Noialtri l?avevamo, la madre,
ce la rubarono;
aveva le mammelle a fontana di latte
e ci bevvero tutti,
ora ci sputano.

Ci restò la voce di lei,
la cadenza,
la nota bassa
del suono e del lamento:
queste non ce le possono rubare.

Non ce le possono rubare,
ma restiamo poveri
e orfani lo stesso.