Categoria 'Argomenti vari'

musica gratis

1 Settembre 2008 1 Settembre 2008
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da oggi su questo blog musica gratis a volontà. una selezione di  musiche folk italiane a non. anche alcune rarità che piaceranno molto ai cultori del genere Musica Popolare.

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La scomparsa della donna

14 Luglio 2006 14 Luglio 2006
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Nessuno parla di un messaggio subliminale potente e arcaico che ha come oggetto la scomparsa sociale della figura femminile nell’immaginario collettivo contemporaneo: solo il calcio maschile diventa “mondiale” e esempio per i bambini (e che esempio!?). Esiste uno sport femminile così richiesto dai cittadini che eguagli la popolarità del calcio maschile? Esistono le migliaia di aziende pronte a spendere metà del loro fatturato nelle sponsorizzazioni a sport femminili come fanno con le squadre di calcio maschili? Perchè anche le donne danno per scontato che solo i maschi e le loro tragicheroiche gesta possono essere guardate in mondovisione da alcuni miliardi di esseri umani e identificarvicisi? Perchè non scendono in campo?

difficile parlare

11 Gennaio 2006 11 Gennaio 2006
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Di questo mondo è difficile parlare, senza essere banali, passati, inopportuni. Ma è necessario sfogare silenzi pressurizzati, mortalità spirituali, autocensure.
Non che parlare serva, ma almeno non si è dimenticati (pasolini)

Allora occorre attrezzarsi per il mondo corrente

Applicare decrescita
Autorappresentarsi politicamente
Battersi contro gli speculatori edilizi, finanziari
Abbandonare idee di futuro variabil-raggiante se non si fanno scelte decise e radicali nel presente costante

Ora mi faccio i compiti
Buona giornata
p.

Ce ne ho messo di tempo…

10 Dicembre 2004 10 Dicembre 2004
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“… Ce ne ho messo di tempo per raggiungervi,
amici!. La Piazza è sempre rotonda. Come la follia. Non è cambiato niente.
Né il cielo né gli uomini. Sono
contenta di essere finalmente qui… le mie rughe sono belle e tante.
Quelle sulla fronte sono le tracce della
verità e la testimoniano. Sono I ‘armonia del tempo… ”
tahar ben jelloun

W Ciampi e W l’Italia!

6 Dicembre 2004 6 Dicembre 2004
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La Cina può ora tirare un sospiro di sollievo: l’embargo dell’Italia riguardo alla commercializzazione delle armi sarà revocato. Bene, era ora! Cinesi ammazzatevi pure con le armi made in Italy. Dell’Italia nel mondo si dice Pizza e Spaghetti: ora là la pizza è fatta dagli americani, i cinesi hanno inventato gli spaghetti, e che ci rimane? Le armi.
Complimenti a Ciampi per la rimoz…, pardon decisione storica. Vuoi mettere? La prossima strage (oltre a quella dei gas di scarico già in atto) sarà operata con armi prodotte nel bel paese. Finalmente una buona notizia per la nostra povera economia.

ps: l’embargo era stato applicato dopo che il governo cinese nel 1989 aveva ammazzato migliaia di studenti in sciopero contro la corruzione.
Riferimenti: da L’Unità

pagina bianca

11 Luglio 2004 11 Luglio 2004
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una pagina bianca
Riferimenti: pagina bianca

Stage di Danza Salentina ad Arezzo 1 e 2 maggio 2004

24 Aprile 2004 24 Aprile 2004
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Ass. Culturale Musicanti del Piccolo Borgo
CircoloCulturale AURORA

STAGE DI DANZE SALENTINE
Pizzica pizzica, pizzica scherma, scotis
Non si può parlare di Pizzica pizzica senza parlare di Tarantismo. La Puglia
e il Salento, dal Medioevo fino a pochi decenni fa, sono state teatro del
Tarantismo, fenomeno culturale-religioso, dove la musica, la danza e i
colori erano usati in funzione terapeutica contro il morso della taranta.
Tale fenomeno, ricco di magia e simbologia, ha da sempre destato molto
interesse. Estintosi insieme alla cultura contadina nella quale era inserito
quel ritmo e quella musica, che era usata sia in forma terapeutica che in
forma ludica, è stata ripresa dalle fasce giovanili e si è diffusa ben al di
fuori del Salento, coinvolgendo appassionati in tutta Italia.
Nei due giorni di stage verranno insegnate varie versioni tradizionali di
pizzica pizzica, scotis e pizzica scherma, verranno proiettati video di
materiali di ricerca sul tarantismo, si rifletterà sulla ripresa e la
reinvenzione delle danze tradizionali e sulle differenze tra queste e quelle
ballate dalle attuali generazioni.
Insegnante TAMARA BIAGI
ricercatrice etnocoreologa, associazione culturale TARANTA

Lo stage si articolerà col seguente calendario:
Sabato 1 maggio dalle 14,00 alle 18,00
Domenica 2 maggio dalle 15,00 alle 19,00
c/o i locali del Circolo Aurora, Piazza S. Agostino – Arezzo

Costo del corso: 40 euro.
Il corso sarà effettuato con liscrizione di almeno 15 partecipanti.

INOLTRE
· Sabato ore 18,00 in Piazza S. Agostino concerto degli
ANTIDOTUM TARANTULAE
pizziche, tarantelle e stornelli del sud Italia
Il progetto a cui si è dedicato questo gruppo di “artisti di strada” è
quello di ricercare e riproporre brani della tradizione popolare italiana
per poi evolvere verso ritmi diversi e meticci e proporli nel luogo stesso
dove è nata la musica popolare: la strada. Il tutto presentato attraverso la
teatralità delle scenate napoletane, della poesia popolare e dei proverbi
paesani
· Domenica ore 11 c/o circolo Aurora incontro dibattito

PIZZICA e TARANTISMO IERI e OGGI
proiezioni video di materiali di ricerca sulle danze tradizionali salentine

proiezione del video del progetto “SudConscio”
Interventi di

GIUSEPPE MICHELE GALA, ricercatore etnocoreologo
PIETRO ANNICCHIARICO, videomaker
(iniziativa da confermare)

Per motivi organizzativi si prega di iscriversi al più presto:
340 2819696
e-mail: francesca.barbagli@tiscali.it

Informazioni sulla conferenza:
GIUSEPPE MICHELE GALA
Curare i disagi psichici con la musica e il ballo ha sempre destato
interesse. Se poi si aggiunge la pregnante componente mitico-simbolica e
magico-religiosa della taranta e della coreoterapia, allora il tema si fa
persino affascinante.Quasi del tutto estinto il tarantismo, il Salento si
trova oggi a reinterpretare il ruolo della terra del mito. Attorno ai suoi
balli crescono l’interesse e l’esigenza di scavare nel profondo: quali erano
le pizziche eseguite realmente dagli anziani? Quali le differenze tra la
forma ludica e quella terapeutica? In quali contesti e in quali forme si
ballava nei secoli precedenti? La pizzica pizzica può essere ancora un ballo
scatenante e liberatorio?
A questi e ad altri quesiti si cercherà di rispondere con Giuseppe Michele
Gala, ricercatore etnocoreologo, che con L’Associazione Culturale Taranta,
dopo 25 anni di intense ricerche sulla danza tradizionale in quasi tutte le
regioni d’Italia, approda in Puglia, terra dei suoi inizi, e prova a segnare
un percorso nuovo e filologico nello studio del mondo popolare salentino,
proponendo fonti inedite e aprendo appassionati dibattiti sulla odierna
riutilizzazione della danza etnica.
[liberamente tratto dal sito dell'associazione Taranta www.taranta.it ]

PIETRO ANNICCHIARICO
Il video che verrà presentato riunisce alcuni lavori del regista.
Il primo si intitola “Le Spose di San Paolo (provino)” dove Gessica
Paolicelli e altre ragazze si erano presentate in qualità di aspiranti
attrici, per il provino di un film sul tarantismo. L’esperienza che ne
seguirà sarà sconvolgente non solo per le provinate, ma anche per il regista
che decide di abbandonare l’idea della fiction, per abbracciare una più
sincera prova di “tarantismo innato”, in ognuno di noi, indipendentemente
dalle credenze religiose e dalle provenienze geografiche. Successivamente,
nell’arco di tre anni di elaborazione, ne scaturirà un progetto di nome
SudConscio”, che ancora oggi continua e che negli anni si è ampliato con l’esperienza del 29 giugno 2000 a Galatina (anno in cui una ragazza venuta dal
nord balla nella chiesa di San Paolo), e con una performance teatrale
denominata “Striges” con Laura Redaelli e Franca Vaccaro, presentata a
Sevilla (Spagna), il 23 maggio 2003.
[ liberamente tratto dal sito http://groups.msn.com/tarantismo ]

Riferimenti: stage di danza

8 MARZO: lotte di donne, fuochi e fantasie

7 Marzo 2004 7 Marzo 2004
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Il 29 agosto 1910, la Conferenza internazionale delle donne socialiste, in corso a Copenaghen, decise di istituire, su proposta della socialdemocratica tedesca Klara Zetkin, la "Giornata internazionale della Donna", fissandone la data all’8 marzo di ogni anno. Spirito e scopo dell’iniziativa era quello di ottenere per le donne parità di trattamento rispetto agli uomini. In particolare, le socialiste chiedevano l’estensione del diritto di voto. Sulla scelta dell’8 marzo come ricorrenza, le opinioni, però, si dividono. La tradizione socialista afferma che la scelta dell’8 di marzo fu fatta per richiamare il grande sciopero dell’8 marzo del 1848, quando le lavoratrici dell’industria dell’abbigliamento di New York proclamarono uno sciopero cui parteciparono trentamila donne: la più gigantesca manifestazione femminile che si fosse mai avuta negli Stati Uniti. Le scioperanti reclamavano il rispetto dei loro diritti politici e sociali, alla pari con gli uomini: diritto al voto, riduzione dell’orario di lavoro, dalle 12 alle 8 ore, il riposo settimanale, un regolare contratto e una retribuzione rispondenti agli accordi sindacali. Oggi, tuttavia, si è affermata la versione delle operaie bruciate nel rogo della loro fabbrica. Questa leggenda ha origini recenti. Il 7 marzo 1952, il settimanale bolognese La Lotta, scrive che la data della Giornata della Donna vuol ricordare l’incendio scoppiato in una fabbrica tessile di New York l8 marzo del 1929, in cui sarebbero morte, chiuse dentro dall’interno per volere del padrone, perché minacciavano di scioperare, 129 giovani operaie per gran parte di origine italiana ed ebraica. Il tema dell’incendio e delle operaie arse vive nel rogo del loro posto di lavoro viene ripreso in seguito ma con alcune varianti. Nel 1978, il Secolo XIX di Genova riporta l’episodio come avvenuto a Chicago in una filanda. Nel 1980, La Repubblica parla di un incendio a Boston, datato 1898. Nel 1981, Stampa Sera situa l’incendio ai primi del 900, in un luogo imprecisato degli Stati Uniti, le operaie vittime sarebbero state 146. Lo stesso anno, L’Avvenire parla di 19 operaie morte. Nel 1982, Noi Donne parla di Boston, l’anno sarebbe il 1908 e le operaie morte 19. Una nuova descrizione della tragedia l’ha fornita di recente il sito della Città di Bari. Secondo questa versione, la festa sarebbe nata dall’incendio, scoppiato il pomeriggio del 25 marzo 1911, negli ultimi tre piani dell’Asch Building, un edificio di dieci piani a Manhattan. Quando il rogo fu domato si sarebbero contate 146 vittime. New York sarebbe rimasta sconvolta da quella tragedia. Al funerale, 120 mila lavoratori avrebbero accompagnato il funerale fino al cimitero di Evergreen, dove le sfortunate donne vennero sepolte, e non meno di 400 mila persone assistettero al corteo. Il processo per stabilire le responsabilità dei proprietari della Triangle, iniziato il 4 dicembre del 1911, si sarebbe concluso appena qualche giorno dopo con una sentenza di assoluzione. Oltre a ciò la proprietà dell’azienda ricevette dalle compagnie di assicurazione un cospicuo risarcimento. Per alcuni, l’incendio risalirebbe, invece, a un 8 marzo di fine Ottocento, in una fabbrica tessile d’Inghilterra. Per un’altra interpretazione, la data sarebbe da ricercare nell’inverno del 1917. Così L’Ordine Nuovo, quotidiano gramsciano di Torino, del 17 marzo 1921: «Al grido di pace e pane, le operaie di Pietrogrado con la bandiera rossa sono scese nelle strade l’8 marzo (24 febbraio per il calendario russo) per festeggiare la giornata internazionale del proletariato femminile. Fu questo il grande segnale della rivoluzione che distrusse l’autocrazia». È probabile che tutte queste versioni siano frutto della fantasia. Infatti, sia nel libro della canadese Renée Còté, Verità storica della misteriosa origine dell’8 marzo, che il quello di Tilde Capomazza e Marisa Ombra, 8 marzo, storie, miti e riti della Giornata Internazionale della Donna, nessun incendio risulta mai accaduto.
Riferimenti: primo sito sull’origine dell’8 marzo indicato da google

i ragazzi del professionale e la storia incantata

20 Febbraio 2004 20 Febbraio 2004
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Forse è ancora valida la vecchia equazione: ragazzi della scuola professionale = sfigati. Intendendo con ciò, che hanno maggiori problemi a casa: di solito sono meno curati, meno seguiti e con meno possibilità di sfogarsi. Li mandano al professionale perchè sono gli operai (leggi schiavi) del futuro. Non mi sorprendo che siano i più ingestibili (dal punto di vista dell’ordine pubblico, della disciplina). Se si va a curiosare tra quelle famiglie, apparentemente “normali”, magari si scopre che l’ipercinetismo dei figli si annida nei problemi dei genitori. Infatti è difficile trovare tra quest’ultimi liberi professionisti o insegnanti, ma è molto più facile che, tra di loro, ci siano operai che stentano ad arrivare a fine mese, figuriamoci a seguire emotivamente i figli.

La storia si ripete, sempre uguale, come un disco incantato.

Pietro

il mio incubo peggiore

15 Febbraio 2004 15 Febbraio 2004
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è uno schifo totale: dopo un breve passaggio alle banche, a cui avevo affidato il mio esiguo stipendio, ho deciso di passare alle Poste. La scelta era motivata dallo schifo che provo per le banche (vedi sporchi affari, banche armate, speculazioni e ruberie ai danni dei risparmiatori). Mi sembrava che le Poste fossero superpartes, invece eccoti di nuovo lui, l’incubo peggiore, il criminale. Mediolanum s’impossessa di 12mila sportelli postali. Eccheccazzo! Ma proprio nessuno lo ferma a questo criminale? O stiamo aspettando le stragi? Sto decidendo di eliminare il conto dalle Poste. Rimarrebbe, la Banca Etica. Unico problema: il direttore di Banca Etica viene deciso dall Banca d’Italia. Quindi che fare? Rispolveriamo il mattone?

Riferimenti: criminale