Categoria 'Primo piano'

liquidiamo le banche per sempre

13 Ottobre 2008 13 Ottobre 2008
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Mi chiedo: perchè noi contribuenti dobbiamo salvare le banche con iniezioni di liquidità? Io non ho il conto in banca, non mi fido delle banche e non voglio salvarle. Quando il contribuente è in difficoltà, per esempio con il mutuo della casa, le banche lo affossano strangolandolo con gli interessi e il pignoramento della propria abitazione, e lo Stato, in quel caso, non interviene a favore del contribuente. 
Allora, perchè non si salvano le scuole dal tracollo economico, anzichè licenziare gli insegnanti, eliminando le spese militari, invece di salvare le banche? Perchè lo stesso fervore non esiste per salvare dalla miseria intere regioni del sud divorate dal cancro della mafia e della camorra? Insomma, non sarebbe più giusto salvare l’economia reale, piuttosto che quella finanziaria dei giochi in borsa che, una volta ristabilita, tornerebbe a fregarsene allegramente dei contribuenti veri?

pietro annicchiarico

La ragazza di Niscemi (archiviata)

18 Maggio 2008 18 Maggio 2008
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Non si deve paragonare, come purtroppo ha fatto recentemente l'attuale Presidente della Camera G. Fini, un ragazzo ucciso a Verona da un branco di neonazisti a dei manifestanti antisionisti che bruciano le bandiere di Israele. No, non sta bene fare paragoni. Ma perchè la morte assurda del ragazzo a Verona è più gettonata, studiata, analizzata e filmata dai media (stampa compresa), dalle associazioni, dalle istituzioni ecc? La notizia dell'uccisione della ragazza di Niscemi non fa politica nè polemica, non provoca analisi sociologiche nè cortei di protesta e lascia il suo corpo lacerato e affogato alle programmazioni tv "sangue e spazzatura". Perchè in questo caso non si è aperta la discussione sulla condizione di vita delle e degli adolescenti al sud? Di come i ragazzi e le ragazze nell'infernale meridione, e lo abbiamo visto per i fratelli di Gravina, pascolino abbandonati dai genitori e dalla scuola in luoghi degradati e tetri. Perchè non ci si è soffermati a riflettere sul fatto che il modo di dare le notizie dei media, ha fatto diventare "normale" uccidere le donne, sia da parte di singoli individui, sempre di sesso maschile, sia da parte di gruppi di maschi, anche adolescenti. Poi se la donna è del sud, allora buonanotte, un paio di giorni di tv dell'orrore ed è archivio. Orrore senza riflessione uguale: percezione dell'insicurezza e conseguente Stato di Polizia.

libere. Felicità gioia e emozione

28 Settembre 2004 28 Settembre 2004
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ora ritiro dei militari occidentali dall’iraq subito!

a chi giova?

14 Settembre 2004 14 Settembre 2004
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Mentre le torri venivano giù mi chiedevo: a chi gioverà tutto questo? Se si considera che bin laden sta nascosto in una grotta (ah ah ah chi vuole scommettere che lo tireranno fuori prima delle elezioni?) e che saddam sta in galera e che la famiglia bush (e base di ricchissimi americani altrimenti detta èlite) si sia arricchita coi nuovi giacimenti petroliferi iracheni e con la vendita di armamenti per fare la guerra all’iraq, e che lo stesso bush presidente abbia distolto l’attenzione dalla recessione economica che era in atto e dalla totale assenza di welfare in quel paese, che tutti considerano prima potenza mondiale ma che ha al suo interno migliaia di "iraq" martoriati dalla miseria e dalla disoccupazione, bhè la risposta non può che essere univoca. Se bush vincerà le elezioni continuerà a fare affari d’oro, da presidente, con le guerre, se le perderà continuerà a fare affari da petroliere col petrolio che si è già accaparrato. Per questa gente non cambia nulla. Se berlusconi vincerà le elezioni continuerà a fare da presidente leggi per sè, per salvarsi dalla galera che lo aspetta e per salvare i suoi patrimoni. Se le perderà, continuerà a fare affari da imprenditore nei paesi cui ha leccato il culo da presidente (russia, usa ecc ecc). Dall’11 settembre e anche prima il mio incubo non sono i terroristi creati ad hoc dagli occidentali (saddam e bin laden erano sul libro paga degli usa), ma proprio i vari bush, berlusconi, blair, putin (che con il pretesto del terrorismo stanno rafforzando i loro personali poteri). Questa è gente che ci porta alla morte ed al terrore (ma per loro non cambierà nulla dalle loro ville superprotette). Allora la mia domanda è: a chi giova il terrorismo?
Riferimenti: a chi giova?

enzo è stato ucciso

27 Agosto 2004 27 Agosto 2004
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Enzo è stato ucciso dall’indifferenza vacanziera del governo balneare. Come mai nessun riscatto? Nessun blitz americano per un giornalista come Enzo Baldoni che non cercava scoop?

Vergogna e voglia di silenzio provo.

Liberati gli ostaggi. Cosa hanno imparato?

8 Giugno 2004 8 Giugno 2004
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Sono stati liberati gli italiani body guard. Buon per loro e le loro famiglie. Diciamo che hanno avuto culo. Le loro famiglie hanno forse capito (spero non strumentalmente) che la pace è necessaria. Ma loro, i liberati, che cosa hanno imparato da questa vicenda? Continueranno a fare i mercenari in giro per il mondo già offeso dalle guerre? E lui, il nanetto, incasserà fortune elettorali? Liberiamocene una volta per tutte, prima che sia troppo tardi.
Riferimenti: ostaggi

NON TUTTI SANNO CHE…(11) Il Petrolio

3 Febbraio 2004 3 Febbraio 2004
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- Il paese con le maggiori riserve di petrolio al mondo non e’ l’Arabia Saudita,
ma l’Iraq. Secondo i dati
dell’Energy Information Administration (EIA) del Dipartimento dell’Energia USA,
nel gennaio 2003 le riserve
accertate dell’Arabia Saudita vengono stimate in 264,2 miliardi di barili
(http://www.eia.doe.gov/emeu/cabs/saudi.html). Quelle dell’Iraq sarebbero invece
di 112,5 miliardi di
barili, e tuttavia a queste vanno aggiunti i ben 220 miliardi di barili che si
stima contengano le riserve
scoperte gli ultimi anni nel deserto occidentale iracheno. Il totale delle
riserve di petrolio dell’Iraq sarebbe
quindi di circa 332 miliardi di barili, ben 68 miliardi in piu’ di quelle
saudite
(http://www.eia.doe.gov/emeu/cabs/iraq.html).

- Il 17 maggio 2001 il vice presidente USA Dick Cheney ha redatto un rapporto
con il quale viene lanciato un
allarme circa un’imminente crisi energetica negli Stati Uniti. Nel documento si
prevede un aumento del
consumo di petrolio tale per cui nel 2020 gli Stati Uniti dovranno importare il
60% di petrolio in piu’, passando
da 10,4 milioni di barili al giorno a circa 16,7 milioni. Vengono inoltre
individuate alcune strategie per far
fronte a tale aumento dei consumi petroliferi, che riguardano principalmente
l’aumento delle importazioni
dai paesi del Golfo Persico, dove si trovano circa due terzi delle riserve
energetiche mondiali, e
l’accentuazione della diversificazione geografica delle importazioni: ”Il Golfo
rimarra’ il focus primario della
politica energetica internazionale degli Stati Uniti, ma il nostro impegno sara’
globale, focalizzando le
regioni emergenti e quelle esistenti che avranno un maggiore impatto nella
bilancia energetica globale”.
All’aumento delle importazioni di petrolio viene data un’importanza tale che il
rapporto raccomanda la Casa
Bianca di considerarlo come ”una priorita’ della nostra politica commerciale ed
estera” (cap. 8, p. 4)
(http://www.whitehouse.gov/energy/).

- Il professor Michael Klare, docente all’universita’ Hampshire, Massachusetts,
ha cosi’ commentato il
documento di Cheney in un articolo su Le Monde Diplomatique del novembre 2002:
”Il rapporto Cheney
sorvola su una realta’ evidente per qualsiasi lettore appena un po’ informato:
praticamente tutte le regioni
segnalate come potenziali fonti di petrolio sono cronicamente instabili, e
spesso caratterizzate da un
diffuso sentimento antiamericano. Ecco perche’ nel rapporto Cheney e’ implicita
- anche se sottaciuta – una
dimensione di sicurezza, di significato non indifferente ai fini della politica
militare americana. E’ qui che
salta agli occhi il parallelismo tra la strategia militare e la politica
energetica del governo Bush. In effetti, il
progetto USA di garantirsi l’accesso alle riserve petrolifere di regioni
cronicamente instabili puo’ essere
realistico soltanto a condizione di possedere la capacità di proiettare in
queste aree la propria potenza
militare” (http://www.monde-diplomatique.fr/2002/11/KLARE/17285).

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