Categoria 'Cinema'

Video di Pietro Annicchiarico

25 Giugno 2009 25 Giugno 2009
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L’odore del sangue: un film per adulti

12 Aprile 2004 12 Aprile 2004
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Di Martone avevo già visto L’amore molesto, Morte di un matematico napoletano, e Teatri di guerra. Tutti film molto curati e intelligenti. L’odore del sangue è ora nei cinema. La sceneggiatura è tratta dal romanzo omonimo di Goffredo Parise. Il film mi sembra un’opera matura. Mi riferisco ai dialoghi che sono il vero succo del film, e in particolare alla loro straordinaria capacità evocativa.

Merito anche di Michele Placido e di Fanny Ardant, artefici di una verosimile interpretazione. L’argomento amore e sentimenti e gelosia è abusato e quasi tutti i registi trattano questo tema nei loro film. Ma così come L’odore del sangue, non avevo mai visto nulla.
Alla fine del film sono rimasto un po’ indeciso, non capivo se mi era piaciuto o no. Purtroppo mi ronzava nella testa un giudizio negativo di una mia amica: troppi cazzi per i miei gusti, aveva detto. Io invece l’ho trovato delicato e per nulla volgare. Anzi. Certo non è roba per moralisti, ma per adulti nel vero senso della parola (ritengo che si può essere adulti già a sedici anni, e non esserlo mai neanche a novanta). Per questo dico che è un film maturo. Gli altri di Martone, avevano qualcosa di ammiccante. Erano corretti, troppo corretti, perfetti. Vero esercizio di stile, di estetica e di poesia. Ma questo film è davvero “forte”. Una riflessione su come sono finite le coppie, definitivamente naufragate, nella promessa non mantenuta di amarsi per sempre, nonostante la liberazione della sessualità. Certo qui si parla di una coppia particolare: cinquantenni, intellettuali e borghesi. Ma può essere simbolico per tutti. Può essere metafora dell’idea che oggi si ha dell’amore, del corpo e della mente altrui. Nel film non c’è sangue, nonostante l’ingannevole titolo, ma solo il suo odore. Ti entra nel cervello e ti fa scorrere retroattivamente il film, stimolando pensieri non scontati, non banali, oserei dire cruciali.

Vedetelo e fatemi sapere il vostro giudizio.

Pietro

PS:
Trama:
Carlo e Silvia sono sposati da più di vent’anni. Lui ha una giovane compagna, con cui vive, lei abita nella loro casa romana, ai Parioli, dove Carlo passa solo occasionalmente. Tra loro c’è una forte intesa e un profondo affetto, ma quando è Silvia a trovarsi un amante, giovane e violento, la situazione precipita e per Carlo è l’inizio di un’ossessione.

Non ti muovere. Una non-recensione del film

18 Marzo 2004 18 Marzo 2004
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Ho apprezzato molto la scelta della narrazione in flashback. Penelope Cruz, per me, è una vera rivelazione. All’inizio ho faticato a capire che era un’attrice famosa, hollywoodiana. Nel vederla recitare così realisticamente, avevo creduto ad un’attrice alla prima esperienza, che non recitava se non se stessa. Insomma è la vera immagine del film, l’icona come si suol dire, e credo che rimarrà in mente per molto tempo ai cinefili. Il suo volto selvaggio, quelle labbra asimmetriche, quell’accento non italiano (non albanese!) e le forme del corpo generose, passive. La forza di questo personaggio è nella passività disperata. In questo contesto uno stupro e il conseguente rapporto sessuale mercificato, la rende vitale. L’amore violento scaturisce dal passato doloroso dei due amanti. Non si può non credere al loro amore malato e socialmente inaccettabile. Il bastardo che ne sarebbe nato non sarebbe stato un uomo presentabile, ma un animale. E animalesco è il rapporto tra i due. Tanto brutale il sesso con l’albanese, tanto insipido il rapporto con la moglie borghese. Quale dei due il vero Timoteo, il chirurgo impersonato da Castellitto? Quello in luce o quello in ombra? In luce abbiamo un medico che, come tutti i medici, si ripara dietro la professionalità per nascondere sapientemente le emozioni. In ombra, il lato oscuro della luna, l’animale assetato di sangue, emozionato ed emozionante, capace di dire ti amo, ma di non cedere al richiamo della luce, abbagliante, in cui tutto s’acceca. Da questa non scelta, il dramma umano. Mente o cuore? Raziocinio o follia? Quanti di noi si sono trovati a scegliere tra l’amore e la convenienza? Il cuore vince, perchè è tenace, duraturo e non muore mai. E soprattutto, non dimentica.

chi ha visto Dogville? commenti, opinioni sul film e gli argomenti trattati

14 Dicembre 2003 14 Dicembre 2003
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sono appena uscito dalla sala: con una mia amica molte domande e riflessioni su questo film, sui temi che tratta. Bello sì, ma perchè? Oppure orribile, ma perchè. Nei prossimi giorni maturerò la mia opinione (ora è davvero tardi e domani lavoro sic!), intanto datevi da fare con la vostra.
Riferimenti: cinema