cara Elisa ho deciso di prendere in mano la mia vita

7 Dicembre 2007
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Cara Elisa, ti ringrazio molto per l’invito. Volevo dirti che la frase di Enrico Berlinguer: Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita. …è una frase che la F.G.C.I. di Pietro Folena a metà degli anni ’80 decise di mettere sulla tessera. Per me questa frase ha un valore enorme e mi sembra un buon modo per iniziare una nuova avventura. Come ben sai, ma lo ribadisco, ho molta stima di te e di molte persone singole della sinistra, quella che guarda con onestà ai problemi delle persone. Quella che non si vuole arricchire con la politica o per mezzo della politica, usata contro le persone come una primitiva clava, lungi dal risolvere i loro problemi. Problemi ne ho così tanti, che ho deciso di non averne più. Ho deciso di prendere in mano la mia vita e di non delegarla più a nessuno. Di agire con coraggio e determinazione contro ogni ingiustizia, sopruso, abuso di potere. Di trasformare la mia precarietà lavorativa in ricchezza esistenziale. Perchè non voglio farmi piegare dalle logiche del consumo, perchè oggi lavoro&guadagno, significa consumo (dicono che così gira l’economia). Ma, mentre rispondo passivamente a questa logica economicista del lavoro-consumo, non posso dimenticare che a consumarsi è la mia dignità umana, l’usura del mio corpo, della mia pazienza, l’offesa dell’intelligenza. La politica, deve ricominciare da "Odio gli indifferenti" di Gramsci, dal riconoscimento della dignità delle persone. Dei simboli, delle nuove liste elettorali sono stufo. Ma stufo davvero. Sono traumatizzato. Le persone che siedono nei posti della politica hanno perso il contatto con il basso. E questo basso prima o poi all’improvviso si sfilerà, provocando un abisso dentro il quale chi ha perso il contatto con la base, sprofonderà, senza neanche rendersi conto del tonfo fatale. Un buco nero che spazzerà via simboli brutti e parole vuote di senso; programmi elettorali mai rispettati; accordi di potere con gentaglia impresentabile moralmente e penalmente; mancanza di coraggio nell’affondare chi usa la politica per i propri saccheggi, deturpazioni, usurpazioni. Non sarò di questa sinistra, nè di nessuna altra, fino a che i vari Don Luigi Ciotti, Gino Strada, Alex Zanotelli… saranno trattati come pazzi idealisti, isolati e non tenuti in alta considerazione. La pace è possibile sin da ora, e siamo così pieni di guerre e conflitti, che possiamo decidere di non averne più. Ti auguro sinceramente un buon lavoro a te a ai tuoi invitati. Con affetto Pietro

Cina boicottami ora

6 Dicembre 2007
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bara tricolore

29 Novembre 2007
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Quando una bara, avvolta nel tricolore, i pennacchi, la toga, le armi, quanta retorica, ma molti sono "i morti che camminano", e poi i funerali, i vescovi, la passarella, i media, si tratti di un magistrato ucciso dalla mafia, o da un volontario assassinato mentre era in missione di pace. Da quando sono volontari, i soldati italiani, non possono più essere in missione di pace. Sono pagati per fare la guerra. In altre parole, se non ci fossero focolai di guerra in tutto il mondo, l’esercito professionista dell’Italia, sarebbe disoccupato.Le chiamano missioni di pace, un trucchetto semantico, per non incorrere nella obsoleta Costituzione della Repubblica, che all’art.11 dice di ripudiare la guerra. Ma non c’è nessun articolo nella Costituzione che dice di ripudiare la mafia, altrimenti si inventerebbero qualcosa, pur di non combatterla. Ma allora perchè non si combatte la mafia e perchè si continua a fare la guerra? Perchè conviene. A chi conviene, scopritelo voi.

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tabu dell’auto

13 Febbraio 2007
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Il tabu dell’automobile sarà duro da sradicare. Non solo per la resistenza delle multinazionali del petrolio, dei soliti sfruttatori di risorse e di debolezze umane. Sarà duro da sradicare perchè l’uomo pensa in massa. Fa quello che fa la massa. La massa è il potere (elias canetti). Mi capita spesso di riunirmi con altre persone e parlare di ambiente, inquinamento, guerre ecc. Alle riunioni tutti arrivano comodamente e con naturalezza con le proprie macchine. Quando si decide il luogo delle riunioni, il criterio ricade sempre sulla possibilità di parcheggio dell’auto e non della possibilità di arrivarci in autobus. Io che vado in bicicletta vengo guardato con compassione, pietà. Tutti si preoccupano di offrirmi un passaggio in auto. Chi pensa che ci sono alternative all’uso dei mezzi inquinanti, oggi in Italia, è out. Ovvero FUORI dalle regole di massa. La vera rivoluzione ci sarà, non quando la massa prenderà consapevolezza (difficile che ciò accada spontaneamente se non ci sono interessi di alcuni gruppi politici e economici), ma quando il Business si accorgerà della grande possibilità di sfuttamento economico delle alternative. Quando le multinazionali costruiranno macchine non a petrolio, bici supersoniche e pagheranno a peso d’oro pubblicità su questi loro prodotti, allora sì le masse si "riconvertiranno" al salutismo, e con gioia.
Riferimenti: mobilità e tabu

Convegno sui Nuovi Media digitali

25 Dicembre 2006
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Bifo interviene in audiovideo su “Da Radio Alice ai videoblog”

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Videocaos
i giovani e la tecnologia.
Funzione educativa e sociale dei nuovi media.

Videointervista a Franco “Bifo” Berardi
Incontro con Pietro Annicchiarico (videomaker)
Alessandro De Palma (telestreet Accademia Belle Arti di Carrara)
Luciano Santoro (Assessore Politiche Giovanili Comune di Grottaglie)

Traccia di discussione per il 27 dicembre 2006

Sappiamo che la comunicazione, l’informazione, la partecipazione sono gli
elementi basilari per favorire la crescita e lo sviluppo della democrazia
reale.
Per questo motivo ci piace pensare che Grottaglie sia matura per accogliere
tutte le opportunità che oggi provengono dalla diffusione della rete
telematica e dal fatto che quasi tutti abbiano un computer in casa collegato
a internet, o una piccola videocamera digitale o un videofonino. Questi
straordinari strumenti di comunicazione interattiva, possono essere ancora
sfruttati al meglio. Si pensi alle Amministrazioni Pubbliche che potrebbero
offrire molti strumenti di partecipazione ai cittadini. Non solo per quel
che riguarda i Servizi online, ma anche un mezzo per informare sulle
iniziative del Comune, sulle idee che quest’ultima propone nell’ambito della
Scuola, dell’Urbanistica, del Sociale e delle Politiche Giovanili.
Immaginiamo un forum cittadino multimediale, aperto alle proposte, alle
discussioni, alle critiche, al confronto.
I media digitali, grazie alla semplicità d’uso e ai loro bassi costi, quali
internet, i blog, i videoblog, i videofonini, permetterebbero alla
cittadinanza di creare un enorme archivio di storie personali, di storie dei
gruppi, di mantenere viva la memoria trasmessa oralmente e visivamente.
La proposta che qui avanziamo, in occasione di questo primo incontro che
speriamo sia l’inizio di un percorso, è quella di costruire un’alternativa
all’isolamento delle scuole e dei singoli individui.
Abbiamo la possibilità di creare una rete di specialisti nella comunicazione
, che intervengano nelle scuole con proposte concrete (si pensi, ad esempio,
all’opportunità di mettere in rete le opere artistiche prodotte nella Scuola
D’Arte, con un videoblog o una webtv).
La televisione sia privata che pubblica, è ridotta a essere una cassa di
risonanza pubblicitaria, intervallata da qualche programma di
intrattenimento. L’era del telespettatore passivo volge al termine, poichè
si affaccia un nuovo tipo di utente: il cittadino attivo che si informa
navigando e che crea contenuti propri per mezzo di siti, blog e videoblog,
mailing list.
Per fare questo c’è bisogno di far incontrare i singoli e le istituzioni
perchè dalla loro collaborazione, anche critica, possa nascere una nuova
dimensione comunicativa e creativa.

Pietro Annicchiarico

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Riferimenti: Settimana Sbianca

La scatola senza sorprese

28 Settembre 2006
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La televisione inizia dove finisce lo scambio tra le persone. Si guarda e si ascolta le televisione per non vedere e per non parlare con gli altri e tantomeno ascoltarli. In televisione gli altri sono in maniera esagerata sempre più stupidi di noi, o sempre più saccenti di noi (mai però davvero intelligenti). Non è vero come dicono i critici, che il pubblico si identifica con la televisione. Il pubblico vuole sentirsi sempre un gradino migliore o totalmente sopraffatto dalla visione/ascolto della televisione. La spazzatura alle 21,00 è funzionale a far sentire superiore lo spettatore: superiore alle belle ma stupide, agli spacchettatori (almeno nei pacchi ci fossero sorprese! ma solo numeri, sic). Nessun direttore di rete vorrebbe mettere a soggezione il pubblico con programmi di alta cultura. Nessuno e per un motivo molto semplice: i loro lauti stipendi sono garantiti dalla pubblicità. Più ascolti acritici ci sono, più gente guarda il prodotto pubblicizzato che probabilmente comprerà, più i direttori guadagneranno. La nicchia culturale del belpaese (bello ma non intelligente) deve accontentarsi degli ascolti fuori orario, o meglio di spegnere questa “scatola senza sorprese”. E parlare, ascoltare veri esseri umani (anche solo se stessi, al buio, in silenzio).
Riferimenti: la scatola senza sorprese

precario e museruola

15 Luglio 2006
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La situazione per i disoccupati e per i precari è grave (siamo tornati indietro di un paio di secoli in quanto a diritti dei lavoratori), e solo in pochi, nel privato delle loro sofferenze, pensano che bisognerebbe fare qualcosa. Ma siamo ammutoliti dai giochi di potere tra partiti di governo, opposizione e sindacati. Il sindacato prima minaccia poi si ritira, i partiti prima promettono la cancellazione della legge 30 poi la reiterano. Il singolo precario è solo, solo, solo.

Un battito d’ali potrebbe provocare un uragano? L’importante è crederci, ma di solito i movimenti nascono perchè ci sono forti volontà o interessi da parte di gruppi già organizzati.

Chi ha interessi a far crescere un movimento di precari?

I precari hanno ormai superato gli occupati e un movimento siffatto potrebbe creare spavento. Meglio tenerli con la museruola.

La scomparsa della donna

14 Luglio 2006
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Nessuno parla di un messaggio subliminale potente e arcaico che ha come oggetto la scomparsa sociale della figura femminile nell’immaginario collettivo contemporaneo: solo il calcio maschile diventa “mondiale” e esempio per i bambini (e che esempio!?). Esiste uno sport femminile così richiesto dai cittadini che eguagli la popolarità del calcio maschile? Esistono le migliaia di aziende pronte a spendere metà del loro fatturato nelle sponsorizzazioni a sport femminili come fanno con le squadre di calcio maschili? Perchè anche le donne danno per scontato che solo i maschi e le loro tragicheroiche gesta possono essere guardate in mondovisione da alcuni miliardi di esseri umani e identificarvicisi? Perchè non scendono in campo?

difficile parlare

11 Gennaio 2006
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Di questo mondo è difficile parlare, senza essere banali, passati, inopportuni. Ma è necessario sfogare silenzi pressurizzati, mortalità spirituali, autocensure.
Non che parlare serva, ma almeno non si è dimenticati (pasolini)

Allora occorre attrezzarsi per il mondo corrente

Applicare decrescita
Autorappresentarsi politicamente
Battersi contro gli speculatori edilizi, finanziari
Abbandonare idee di futuro variabil-raggiante se non si fanno scelte decise e radicali nel presente costante

Ora mi faccio i compiti
Buona giornata
p.

…e di poeti non ne nascono molti

14 Maggio 2005
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Ebbene si, in questo piccolo e incredibile paese, per fortuna ci sono i comici: Fo, Grillo, Rossi, Luttazzi, Hendel… non quelli asserviti che ciucciano alla mammella avvelenata di mammamediaset o mammarai, ma quelli cacciati dall’eden. Ecco questi comici che preferiscono dire la verità (nell’epoca dell’inganno universale, dire la verità è rivoluzionario- Orwell), nient’altro che la verità. Per questo saranno osannati, distrutti, dimenticati, anche quando trionferà il sol dell’avvenire, poichè la massa dimentica dei torti subiti, dimentica dei loro padroni cattivi, delle loro catene. Questo mi fa paura: la perdita della memoria. Questi comici straordinari, hanno la stessa funzione che aveva Pasolini: ricordare alla massa smemorata le loro radici, le loro dignità squisitamente umane. Questi comici sono dei poeti. E di poeti non ne nascono molti.