come diventare ricchi

3 Gennaio 2008 3 Gennaio 2008
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il bilancio del 2007 è positivo per me, comincia con un viaggio a spaccanapoli, nel teatro tinta di rosso, in un palazzo settecentesco abbiamo fatto le riprese dello spettacolo trompe l’oeil trompe l’oreille, dei rapsodi. giovanni è stato colui che ha preso il lavoro e mi ha coinvolto. l’inizio dell’anno è stato macabro per motivi strettamente personali che riguardano un mio affetto, ma qui non dirò cosa è successo. nel frattempo seguivo il corso di eugenio premuda sul suono cinematografico, molto utile e interessante. poi ho visto qualcosa al teatro di san lazzaro che mi ha lasciato a bocca aperta: i pupi di mimmo cuticchio. è un’esperienza che tutti dovrebbero fare, almeno una volta nella vita. a febbraio finivo il montaggio con gianni sul video di voltolini, le scimmie sono inavvertitamente uscite dalla gabbia, una sorta di book trailer ante litteram. poi per gianni ho anche ripreso e montato il platone della casilina con marcello prayer diretto da cascone. poi abbiamo realizzato con i ragazzi/e del laboratorio di scrittura il video per i 50 anni di gianni (10 febbraio), una bella emozione, che ha raccolto molti favori e piccole invidie, di quelle innocenti. con il gruppo Idec abbiamo continuato a vederci, ma non si riusciva  a ingranare. il progetto è buono ma non decolla: l’associazione per ora non si riesce a fare. ma il progetto merita sinceramente di essere recuperato. il 28  febbraio siamo andati a vedere i fuochi, per il terzo anno, e c’era pure cesare con i suoi amici. si è stupito nel vedermi lì. lui stesso mi ha detto che forse non si fanno più là, ma forse il signore ne organizza un altro da qualche altra parte, insomma la tradizione continua. poi c’è stata una delusione. antonello, romano, ha risposto a un mio annuncio di collaborazione. prima mi ha fatto capire che era possibile che andassi con loro in giro per due mesi con la telecamera, poi ha fatto retromarcia, a favore di uno che sta a roma. è stata una batosta, perchè ci tenevo al giro del mediterraneo con la videocamera. però ho sostituito questo rancore con l’impegno per un corso di photoshop per video. davvero utile. poi c’è stato il seminario con sandro bertini, simbologia del quotidiano. alla fine ha dato il compito di scrivere sul tema della cucina. il tema mi è tornato utile a gallipoli quando ho girato il corto al festival ientu te cinema. Nu filu te ientu, II° premio e 800 euro in tasca e in più una grande soddisfazione. poi c’è stato il workshop della kodak, piccolo tassello di conoscenza. poi chiara moretti mi parla dei progressi della tesi, saprò poi a dicembre che si è laureata con un punteggio altissimo. anche grazie alla mia collaborazione, a detta di lei, mah. a maggio prendo accordi per lavorare in calabria.  per raccontare la calabria ci vorrebbe post a parte, basti dire che all’inizio stavo benissimo: lavoro creativo al massimo anche se incredibilmente duro. lo scenografo luciano un ragazzo interessante e fuori dal giro, il fotografo e altre poche persone, di certo non le dimentico facilmente, altri invece sono da cancellare. ma rimane il bottino al netto che continua a dispensare i buoni auspici. poi non posso non fare tesoro di questa esperienza magnifica che ho fatto a belvedere di spinello. costanza pintimalli ha pubblicato il libro, il ragno che cura, titolo scelto assieme mentre correggevamo la bozza. contiene una intervista a me e al mio rapporto con il tarantismo. la cosa più bella è stata l’accoglienza di tutto il paesino, un’accoglienza festosa e sincera. costanza mi ha invitato come relatore e le ho tolto da alcuni imbarazzi che si erano creati con il classico disturbatore. un trionfo. infine ho conosciuto un’amica di costanza, che nel suo piccolo si incazza, ma fa. infatti, da sola in una scuola pubblica, gestisce una biblioteca autogestita. gianni mi ha dato dei libri per ragazzi che ho subito spedito. altri pacchi seguiranno. poi a settembre vediamo la casa a castel san pietro. è bella solare e grande e forse si avvicina la fine dell’incubo affitto e condivisione con estranei. poi arriviamo ai progetto ancora in corso: quella della scuola elementare. un progetto in cui si trasforma il soggetto in sceneggiatura, in parte realizzato. poi si girerà nel nuovo anno. c’è anche la scuola media con il progetto sull’intercultura e ivan della mea che mi chiama per dirmi che vorrebbe pubblicare il diario del video con i sinti. telefonata che rimarrà nella mia storia: sono ivan della mea. la rivista si chiama In/oltre, jaca book. per ora non è stata pubblicata. poi ritornano all’attacco i bravi oblivion, gruppo di canto teatro ecc. con loro realizzo due video per youtube. aspettiamo il seguito. in dicembre sono contattato da stella accorinti, che ha visto il lavoro su bifo sempre su yt. vuole che faccia un lavoro per lei. aspetto proposte più concrete e realizzabili, anche perchè sono molto interessato al lavoro di stella sulla filosofia per bambini. prima di finire con una notizia bomba che non darò, per quello bisogna aspettare il nuovo anno, aggiungo questa particolare esperienza con frazlenti di grottaglie. caovideo colpisce ancora e probabilmente nel 2008 si lavora all’ipotesi di una web tv. nel frattempo mi invitano a parlare in videoconferenza, stretto com’ero tra due impegni di lavoro. posso dire che l’anno è stato ricco e prosperoso e quello che più conta ricco affettivamente. accolgo il nuovo con interesse curiosità con gli occhi sempre molto aperti. grazie a tutti.

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8 MARZO: lotte di donne, fuochi e fantasie

7 Marzo 2004 7 Marzo 2004
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Il 29 agosto 1910, la Conferenza internazionale delle donne socialiste, in corso a Copenaghen, decise di istituire, su proposta della socialdemocratica tedesca Klara Zetkin, la "Giornata internazionale della Donna", fissandone la data all’8 marzo di ogni anno. Spirito e scopo dell’iniziativa era quello di ottenere per le donne parità di trattamento rispetto agli uomini. In particolare, le socialiste chiedevano l’estensione del diritto di voto. Sulla scelta dell’8 marzo come ricorrenza, le opinioni, però, si dividono. La tradizione socialista afferma che la scelta dell’8 di marzo fu fatta per richiamare il grande sciopero dell’8 marzo del 1848, quando le lavoratrici dell’industria dell’abbigliamento di New York proclamarono uno sciopero cui parteciparono trentamila donne: la più gigantesca manifestazione femminile che si fosse mai avuta negli Stati Uniti. Le scioperanti reclamavano il rispetto dei loro diritti politici e sociali, alla pari con gli uomini: diritto al voto, riduzione dell’orario di lavoro, dalle 12 alle 8 ore, il riposo settimanale, un regolare contratto e una retribuzione rispondenti agli accordi sindacali. Oggi, tuttavia, si è affermata la versione delle operaie bruciate nel rogo della loro fabbrica. Questa leggenda ha origini recenti. Il 7 marzo 1952, il settimanale bolognese La Lotta, scrive che la data della Giornata della Donna vuol ricordare l’incendio scoppiato in una fabbrica tessile di New York l8 marzo del 1929, in cui sarebbero morte, chiuse dentro dall’interno per volere del padrone, perché minacciavano di scioperare, 129 giovani operaie per gran parte di origine italiana ed ebraica. Il tema dell’incendio e delle operaie arse vive nel rogo del loro posto di lavoro viene ripreso in seguito ma con alcune varianti. Nel 1978, il Secolo XIX di Genova riporta l’episodio come avvenuto a Chicago in una filanda. Nel 1980, La Repubblica parla di un incendio a Boston, datato 1898. Nel 1981, Stampa Sera situa l’incendio ai primi del 900, in un luogo imprecisato degli Stati Uniti, le operaie vittime sarebbero state 146. Lo stesso anno, L’Avvenire parla di 19 operaie morte. Nel 1982, Noi Donne parla di Boston, l’anno sarebbe il 1908 e le operaie morte 19. Una nuova descrizione della tragedia l’ha fornita di recente il sito della Città di Bari. Secondo questa versione, la festa sarebbe nata dall’incendio, scoppiato il pomeriggio del 25 marzo 1911, negli ultimi tre piani dell’Asch Building, un edificio di dieci piani a Manhattan. Quando il rogo fu domato si sarebbero contate 146 vittime. New York sarebbe rimasta sconvolta da quella tragedia. Al funerale, 120 mila lavoratori avrebbero accompagnato il funerale fino al cimitero di Evergreen, dove le sfortunate donne vennero sepolte, e non meno di 400 mila persone assistettero al corteo. Il processo per stabilire le responsabilità dei proprietari della Triangle, iniziato il 4 dicembre del 1911, si sarebbe concluso appena qualche giorno dopo con una sentenza di assoluzione. Oltre a ciò la proprietà dell’azienda ricevette dalle compagnie di assicurazione un cospicuo risarcimento. Per alcuni, l’incendio risalirebbe, invece, a un 8 marzo di fine Ottocento, in una fabbrica tessile d’Inghilterra. Per un’altra interpretazione, la data sarebbe da ricercare nell’inverno del 1917. Così L’Ordine Nuovo, quotidiano gramsciano di Torino, del 17 marzo 1921: «Al grido di pace e pane, le operaie di Pietrogrado con la bandiera rossa sono scese nelle strade l’8 marzo (24 febbraio per il calendario russo) per festeggiare la giornata internazionale del proletariato femminile. Fu questo il grande segnale della rivoluzione che distrusse l’autocrazia». È probabile che tutte queste versioni siano frutto della fantasia. Infatti, sia nel libro della canadese Renée Còté, Verità storica della misteriosa origine dell’8 marzo, che il quello di Tilde Capomazza e Marisa Ombra, 8 marzo, storie, miti e riti della Giornata Internazionale della Donna, nessun incendio risulta mai accaduto.
Riferimenti: primo sito sull’origine dell’8 marzo indicato da google