intelligenti di tutto il mondo unitevi

12 Agosto 2008 12 Agosto 2008
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cinque anni fa nasceva questo blog in cui mi segno le cose che per me fanno epoca. cominciai con la nascita di mio nipote andrea, che oggi festeggia  cinque anni appunto, ora posso festeggiare il quinto anno di blog con la nascita di mia figlia zoe, nata un mese fa circa. a lei (loro) vorrei lasciare (con l’aiuto delle persone intelligenti ovvio) un mondo senza guerre, senza disparità, con diritti umani per tutti. un utopia, che vale la pena continuare a coltivare. per questo esorto: intelligenti di tutto il mondo unitevi. nel 2008 mi sento di accantonare le ideologie del 900 dell’800. occorre cambiare rotta e unirsi. ora la vera battaglia va fatta contro le guerre e contro la distruzione ambientale. oggi i presidenti-merda di georgia e russia dicono di essere soddisfatti per l’accordo dopo cinque giorni di guerra. loro i fottuti assassini sono soddisfatti dalla loro poltrone. e le migliaia di morti civili e militari? inezie, sporcizie, dettagli insignificanti. non bisogna dare la mano a questi assassini, quindi evitare anche se si è alla fame, di fare il militare, di essere militare, di costruire ordigni militari, di partecipare a indotti militari, insomma boicottare tutto ciò che è militare. militare è morte, distruzione, assassinio legalizzato.

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"far diventare la guerra un tabù" di GINO STRADA tratto da "ilmanifesto"

13 Novembre 2003 13 Novembre 2003
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PACE
I ragazzi di Nassiriya
GINO STRADA
Ho lasciato l’Afghanistan pochi giorni fa. Quando sono partito, Fahim Khan era agonizzante nel reparto di rianimazione. Diciannove anni, dilaniato da una bomba non lontano dal palazzo reale di Kabul, mentre stava tentando di rimettere a posto la propria casa danneggiata dai bombardamenti. Sono partito con negli occhi il padre di Fahim, seduto a fianco del figlio in silenziosa disperazione. Fahim e suo padre mi sono tornati in mente ieri mattina, quando il responsabile di Emergency mi ha chiamato da Baghdad per dirmi della strage di Nassiriya. Altri ragazzi come Fahim, fatti a pezzi da un’altra esplosione. Ragazzi italiani. Ho pensato ai loro padri, lontani migliaia di chilometri, che forse non vedranno neppure i resti dei propri figli. «Nessuno è così pazzo da preferire la guerra alla pace: in tempo di pace sono i figli a seppellire i padri; con la guerra tocca ai padri di seppellire i figli» scriveva Erodoto nel quinto secolo prima di Cristo. La follia della guerra è tutta qui: qualche decina di ragazzi si sono svegliati ieri mattina in Iraq, e ieri sera non sono andati a letto, non ci sono più. Hanno iniziato il grande sonno, come altri milioni di ragazzi prima di loro, in Afghanistan e in Cecenia, in Congo e in Kosovo e nei mille luoghi di violenza del nostro pianeta: sottratti alla vita non da un male incurabile ma dalla volontà e per opera di altri esseri umani. Ogni volta che la guerra si porta via una vita umana è una sconfitta, per tutti, perché ha perso l’umanità, perché si è persa umanità. Il rispetto per i morti, per il dolore dei loro congiunti può e deve provocare una riflessione di tutti, anziché la polemica di alcuni. Dobbiamo tutti prendere atto che si è al di fuori della ragione, ogni volta che i rapporti tra esseri umani si esercitano con la forza, con le armi, con l’uccisione. L’umanità potrà avere un futuro solo se verrà messa al bando la guerra, se la guerra diventerà un tabù, schifoso e rivoltante per la coscienza e per la ragione.

Riferimenti: perchè?